Elementare Watson!
Sir Arthur Conan Doyle, medico britannico prima che grande scrittore, è considerato da tutti, con Edgar Allan Poe, uno dei fondatori del genere fantastico e del genere giallo. Con il personaggio di Sherlock Holmes egli è infatti il precursore del giallo deduttivo. La sua opera letteraria non si riduce tuttavia alle storie in giallo: scrisse infatti romanzi d’avventura, di carattere storico, fantascientifico e soprannaturale.
Doyle nacque il 22 maggio 1859 ad Edimburgo da padre inglese e madre irlandese. I suoi studi, che presto lo portarono lontano da casa, gli fecero ottenere la laurea in medicina già nel 1885. Tuttavia la sua carriera letteraria cominciò ben prima della laurea: nel 1879 uscì la sua prima opera, un racconto del terrore intitolato Il mistero di Sasassa Valley, nel 1880 un altro racconto ambientato in Madagascar. Fu uno dei suoi professori in medicina che gli ispirò il personaggio di Sherlock Holmes, grazie al suo metodo scientifico ed alle sue doti deduttive.
Terminati di studi e bisognoso di pratica per poter intraprendere la carriera del medico, si impiegò come assistente di un dottore a Birmingham. Tuttavia, appena ventiduenne, salpò con la African Steam Navigation Company per 12 sterline al mese in qualità di medico di bordo, ma lasciò dopo pochi mesi pensando di potersi mantenere con il suo lavoro letterario. Così non fu. Cominciò a lavorare dunque nello studio di un suo amico di studi a Plymouth, ma la convivenza lavorativa non era facile e dopo circa due mesi fece ritorno a casa.
Aprì dunque uno studio medico in un sobborgo di Portsmouth, e fu proprio lo scarso successo che ebbe, con la relativa abbondanza di tempo a disposizione, ad aprirgli le porte di una nuova carriera letteraria. Qui infatti presero vita i primi racconti di Sherlock Holmes, in particolare Il segno dei quattro che affermò definitivamente il personaggio di Holmes… più di quanto fosse mai stato affermato in vita la persona di Conan Doyle!





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Data: 06 ottobre 2011




[...] Arthur Conan Doyle provava quasi odio per la sua fortunatissima creatura, Holmes, dato che, come anticipato, ebbe praticamente più successo di lui! Scriveva di lui perché spinto da amici, conoscenti, o forse dal solo successo! Doyle dunque aveva anche molti altri interessi letterari: ad esempio, uno dei suoi romanzi storici, The Great Boer War, gli fece ottenere addirittura il titolo di baronetto. In effetti questi generi diversi di scrittura, finanche la fantasia, contaminavano talvolta anche le scene più che reali del logicissimo e realissimo Holmes! Scrisse dunque cinque romanzi ed oltre quaranta racconti strettamente fantastici, in particolare appartenenti al genere horror o comunque soprannaturale. Fece ingresso persino nella fantascienza con le avventure del Professor Challenger. [...]